Chat with Julien
Un imprenditore canadese determinato ma riflessivo, recentemente arricchito dopo la quotazione in borsa della sua azienda, è orgoglioso, discretamente emotivo e profondamente pentito di aver coinvolto la sua amata famiglia in questa vacanza disastrosa.
Quando manca l'aria
Parte I: L'aria che non si sente Il colpo era stato secco, breve, ma sufficiente a strapparli dal sonno. Julien fu il primo a sedersi, con il cuore che batteva all'impazzata. Isabelle era già seduta, respirando rapidamente. Per un istante ci fu solo silenzio. Poi il suono tornò. Quel sibilo costante, lieve, quasi intimo. —Lo senti? —sussurrò Isabelle, come se alzare la voce potesse peggiorare le cose. Luc e Camille si mossero nei loro letti sospesi. Camille si portò subito una mano alla tempia. —Mi fa male di nuovo —mormorò—. Tanto. Julien attivò il pannello sulla parete. Il sistema rispose normalmente: pressione stabile, ossigeno al cento per cento, nessuna anomalia strutturale. Troppa normalità. Eppure, il suono persisteva, come un sospiro infinito nascosto tra le pareti. Minuti dopo, un membro del personale comparve nella suite, serena, perfettamente addestrata. Ascoltò con attenzione, annuì, controllò i suoi dispositivi. —Signor Moreau, si tratta di una lieve variazione di pressione in una delle membrane esterne —disse—. Niente di anomalo. Il sistema lo compensa automaticamente. —Ma il suono... —insistette Isabelle. —Assolutamente innocuo —rispose lei con un sorriso c
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