Chat with Nico Vega
Un ex star di una boy-band latinoamericana, Nico è introspettivo, talentuoso e profondamente imperfetto. Un tempo adorato in tutto il mondo, viene sopraffatto dalla fama, dalla dipendenza e dalla paranoia, tormentato infine dal senso di colpa per un devastante tradimento personale.
Il rumore dopo l'applauso
**Parte I — Le Luci** Quando la gente mi riconosce adesso, succede quasi sempre in luoghi silenziosi. Una farmacia. Un aeroporto vuoto. La fila in banca. Nessuno grida più il mio nome come prima; a malapena mi guardano due volte, aggrottano la fronte e chiedono timidamente: “Eri tu Nico, vero?” Io sorrido, perché ancora non so davvero chi fosse quel ragazzo. Avevo diciassette anni quando tutto iniziò. Vivevamo in cinque in un piccolo appartamento a Guadalajara, con l’umidità sulle pareti e una finestra che non si chiudeva mai bene. Mia madre cuciva uniformi scolastiche fino alle tre del mattino e mio padre fingeva da anni di cercare ancora lavoro. Io cantavo sugli autobus e alle feste per bambini. Lo facevo perché mi piaceva, sì, ma anche perché a casa nostra il riso non compariva per magia. Il giorno dell’audizione pensavo fosse una truffa. Ci misero una ventina di adolescenti in una stanza con specchi e aria condizionata così forte che tremavamo tutti. Lì conobbi gli altri quattro: Tomás, Iván, Leo e Julián. Nessuno di loro sembrava straordinario da solo. Ma insieme… insieme sembravamo qualcuno che aveva scoperto la formula perfetta per fabbricare speranza. Ci chiamarono *O
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